MATTEO GIUNTINI – BABALU’ | MANUALE INUTILE DI SOPRAVVIVENZA
OPENING | VENTICINQUE OTTOBRE DUEMILAVENTICINQUE

La mostra

Un ossimoro che respira.

La nuova mostra di Matteo Giuntini, ospitata da Galleria 93 (piazza Santa Maria in Castello 7), si apre sabato 25 ottobre e sarà visitabile fino al 23 dicembre 2025.

Un accumulo di segni, idee smarrite e frammenti di caos: non una narrazione lineare, ma una raccolta di appunti che non spiegano, semplicemente esistono. Non c’è logica, né ordine. C’è solo urgenza: appuntare, disegnare, tracciare per non sparire. Questo manuale è inutile per chi cerca risposte, ma indispensabile per chi sa riconoscere il valore del gesto, della traccia, del residuo. Ogni segno pittorico è una resistenza al silenzio, un modo per sfidare il vuoto.

È introspezione che prende corpo, caos che diventa forma. È creativit che si mette in salvo e che invita, senza promesse, a perdersi.

 

La visione della Galleria

Abbiamo incontrato Matteo all’inizio del 2025 e siamo rimaste subito colpite del suo pensiero artistico e della sua capacità di trasformare il caos in forma viva e necessaria. BABALÙ – Manuale inutile di sopravvivenza, rappresenta perfettamente la nostra visione: un’arte fresca, urgente, capace di parlare con sincerità al presente. È per noi un onore accoglierlo nella selezione dei nostri artisti e presentarlo al pubblico di Prato.

Costanza Mirto e Gaia Bartolini di Galleria 93

 

Biografia dell’artista

Matteo Giuntini (Livorno, 1977). Vive e lavora tra Roma e Livorno. Il suo percorso professionale inizia nel 2005 a Firenze, da cui si susseguono numerose collettive e personali in gallerie e spazi pubblici sia in Italia che all’estero. Negli anni collabora con case editrici, agenzie pubblicitarie, case discografiche, aziende e case di moda, come nel caso di Poste Italiane dove nel 2014 realizza lo storico calendario distribuito in 500.000 copie in tutta Italia, e tre anni dopo, la casa di moda Valentino lo incarica di dipingere soggetti che verranno utilizzati per la propria collezione. Tra il 2016 ed il 2019 partecipa a residenze estere e nazionali, per ultima quella del 2019 presso il Museo Macro di Roma all’interno del progetto “Studio su Bosch”.

I suoi lavori Entrano a far parte di molte collezioni private e publiche. Tra le mostre pubbliche si segnala lo GNAM (Galleria nazionale d’Arte Moderna) di Roma, Museo Civico di Crema, Macro Museo di Roma. Il suo linguaggio è diretto, istintivo, a tratti primitivo, capace di connettere l’osservatore a un immaginario che mescola quotidiano e onirico. Attraverso l’arte, Giuntini esplora il rapporto tra sopravvivenza e memoria, gesto e silenzio, costruendo un “manuale inutile” che tuttavia rivela l’essenziale. Attualmente vive e lavora a Livorno e continua a sviluppare una pratica che unisce urgenza espressiva e capacità narrativa.

 

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